Le maschere

Io sono del parere che siamo spesso concentrati a cercare di compiacere gli altri, per evitare di sentire quella paura, talvolta devastante, di essere rifiutati, poco apprezzati, malvisti, non amati. Queste condizioni ci portano ad isolarci sempre di più facendoci conoscere i lati più oscuri della solitudine e innescando quel meccanismo che ci permette di relazionarci con l’altro solo indossando delle maschere, dei filtri, creati sulla base di quello che io penso che l’altro pensa di me.

E’ solo quando cominceremo ad accettare che non possiamo conoscere perfettamente il pensiero dell’altro e sapremo riconoscere che le altre persone possono avere opinioni, idee e gusti diversi dai nostri, che potremo aiutare noi stessi a ridurre il timore del giudizio.

“E’ meglio essere odiati per ciò che si è, che essere amati per ciò che non si è” (André Gide)

Sono io il primo giudice di me stesso

Forse però siamo proprio noi a giudicare noi stessi?

Perché occupiamo così tanto del nostro tempo prezioso a interrogarci su quello che gli altri possano dire o pensare di noi?

Probabilmente agli altri non importa assolutamente nulla di come stiamo vivendo la nostra vita, delle scelte che facciamo, di quel modo particolare che abbiamo di sorridere o di parlare, probabilmente non ci fanno neppure caso. Cominciano a porre attenzione a tutti questi aspetti soltanto nel momento in cui siamo noi che glieli facciamo notare, perché siamo noi che li viviamo in primis come “difetti”: ecco da dove parte il giudizio, da noi stessi.

La paura del giudizio e la psicologia

In psicologia, la paura del giudizio è trasversale a diversi disturbi.

In questo breve articolo mi limiterò ad elencarne soltanto un paio, in cui è più facilmente riconoscibile.

Ad esempio, è presente nella fobia sociale, dove l’individuo teme ed evita qualsiasi situazione che possa metterlo in imbarazzo e teme che l’altro lo giudicherà in modo negativo.

E’ presente anche nel disturbo narcisistico di personalità, dove il giudizio è legato al concetto di autostima: il soggetto con tale disturbo disprezza le altre persone, ma nasconde un profondo senso di inadeguatezza e teme di non essere apprezzato dagli altri. “Quando giudichi qualcun altro, in realtà stai parlando di te stesso.”