Il lockdown e la famiglia

Forse in questo periodo di lockdown abbiamo perso di vista i punti fondamentali legati all’integrazione, aumentando la dispersione adolescenziale e lo sgretolamento di alcuni punti fermi che si erano creati all’interno di ogni nucleo familiare.

Ansia e angoscia del contagio, senso di colpa di essere l’untore del contagio…

I bambini rientrati a scuola erano visti come i principali veicoli di trasmissione del virus, loro non potevano stare in mezzo alla società ma si sono ritrovati poi a casa con i genitori o con i nonni (che se anziani, sono la categoria più a rischio). Nel frattempo i nonni erano relegati in casa, se fortunati in coppia, altrimenti da soli, aumentando sensazioni di ansia, solitudine e isolamento, sentendosi completamente smarriti di fronte all’evolversi degli eventi.

La scuola, perché è così importante?

I bambini o gli adolescenti che erano rientrati a scuola hanno respirato un filo di normalità, almeno dal punto di vista della quotidianità (anche se un po’ falsata). Dico falsata, perché dal mio punto di vista, la scuola è per definizione il luogo in cui ogni studente costruisce la propria identità personale e sociale, è il luogo in cui gli studenti provano le prime modalità di stare in relazione con l’altro, cercando di capire cosa mi piace e cosa non mi piace dell’atteggiamento dell’altro.

Questi aspetti durante il lockdown, la didattica a distanza, la quarantena per casi positivi, sono venuti un po’ meno, creando delle difese, difficoltà, rigidità o in taluni casi anche rifiuto nel ritorno ad una “normalità”.

Quali sono le risorse delle famiglie?

Nonostante tutte le difficoltà, le famiglie possono attivare la resilienza, evitando di vedere soltanto gli aspetti negativi: contraddizioni tra le informazioni che ci arrivano dai media (es. stare in 4 al ristorante, con il plexiglass, ma sul pullman stiamo stretti come le sardine). Non esiste solo il bicchiere mezzo vuoto, occorre vedere tutto quello che di buono c’è, nelle risorse intrafamiliari, coinvolgendo i membri della famiglia alla condivisione di emozioni, per sentirsi meno soli.

Alla stessa stregua, è fondamentale rivolgersi ad un professionista Psicologo, che possa aiutarvi nell’esprimere e nel dar voce ai vostri pensieri ed alle vostre  emozioni, riguardanti i periodi di lockdown e di pandemia che stiamo vivendo.

Insieme è possibile affrontare i sentimenti causati da questa pandemia: solitudine, smarrimento, isolamento, paura, perdita di speranza, incredulità… evitando di chiudersi ancora di più in se stessi.